Dopo Ferrara ecco Pordenone: e Velcofin vuole il bis!

Da una parte Aldo Corno, dall’altra Renato Nani in una sorta di.. ritorno al futuro dello staff che contribui non poco all’epopea della Vicenza padrona d’Italia e d’Europa.

Di qua una squadra che è un cocktail di esperienza e gioventù – la Velcofin – e non fa mistero di sentirsi in piena corsa per il posto nella massima serie, di là un laboratorio di giovani talenti – il Sistema Rosa – che inseguono l’obbiettivo della crescita fisica e tecnica rispettando le linee guida del progetto Venezia. Ma la sfida tra biancorosse e bluarancio – in programma domani al PalaGoldoni, inizio alle 18.00, arbitri Cristina Mignogna e Lucia Giovanna Barbagallo di Milano – vive anche su un insieme di numeri che vorrebbero Ferri & C. vincenti a mani basse e che suggerirebbero di quotare la vittoria esterna a… non si sa quanto a uno. Dopo cinque giornate (quattro effettive dato che il riposo è già stato consumato), infatti, il Sistema non ha ancora vinto una partita (“e speriamo – chiosa coach Corno – che non venga a fare lo scherzo proprio qui”) e presenta il peggior attacco del girone con una media gara di 49 punti segnati a fronte degli oltre 62 subiti: anche se, eccezion fatta per il trentello rimediato a Ferrara, le veneziane hanno sempre chiuso onorevolmente i quaranta minuti di gioco. Pordenone tira con il 36.9% da 2, 32.7 da 3, 61.4% ai liberi e cattura poco più di 36 rimbalzi a partita ruotando tutte le giocatrici che le priorità della Reyer, tra Ai e Eurocup, posso mettere a disposizione. Dal canto suo, Velcofin viaggia a quota 8 in graduatoria – grazie al prezioso successo strappato a Ferrara non più tardi di Giovedì e nell’anticipo della 7° d’andata – conta una media partita superiore ai 65 punti realizzati alla quale fanno fronte i quasi 44 subiti, realizza con il 46.7% da 2, il 36.7% da 3 e il 63.1 nei personali: i rimbalzi sono poco più di 35 a confronto e il saldo perse-recuperate è in attivo (quasi +7). In casa Sistema – le più giovani sono dell’anno 2000, la più “vecchia” del 1997 – riflettori puntati sul ricco reparto esterne (Pinzan, Federica Destro, Zecchin e Anna Togliani, per citarne alcune) e sulle lunghe Castello, Cubaj (della quale, al momento, non è assicurata la presenza) e Madera, talento azzurro che sa fare canestro tanto dentro l’area quanto dal perimetro, forte fisicamente e dotata di grande qualità nel passare la palla. Senza dimenticare l’ala-centro (1.86) Aleksa Gulbe, lettone di Riga a suo agio più fronte che spalle a canestro, giunta a Pordenone via Ancona (assieme a Diana Skrastina, oggi allenatore e in passato giocatrice vista a lungo sui parquet del Belpaese) e Venezia, considerata uno dei prospetti di maggior interesse del panorama continentale. E la Velcofin? Rinfrancata dalla sofferta vittoria in casa della Pff Group, la formazione biancorossa punta innanzitutto ad arrivare alla pausa per le qualificazioni europee (Jakovina impegnata con la Slovenia) con altri due punti in saccoccia, poi a completare il recupero tecnico e agonistico di alcune giocatrici – leggi Diodati, Madonna e Nicolodi – ancora alla ricerca di continuità e ad inserire a pieno titolo le più giovani (Caldaro e Pizzolato). La settimana senza competizioni ufficiali (Vicenza sarà di scena Sabato 26 a San Martino di Lupari) offrirà ad Aldo Corno e Alberto Pan tempo sufficiente da dedicare alle singole atlete senza trascurare la chimica di squadra. Anche e soprattutto in vista dei successivi cinque incontri che accompagneranno la Corno-band sino alla fine del girone d’andata: dopo la mini trasferta in casa del Fanola, Vicenza ospiterà l’Ecodent Villafranca, viaggerà fino a Stabia, riceverà le visite di Marghera e Viterbo e chiuderà sul legno di Bologna. Sei partite, compresa quella con le Lupe, che potranno dare risposte chiare alle grandi aspettative della Velcofin: prima, però, bisogna battere Pordenone.

Ufficio Stampa
Velcofin Vicenza

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